“Di nuovo nei miei sogni”

black and white stonesTerzo giorno, di nuovo nei miei sogni.
Questa volta eravamo in una casa. La sua nuova casa. Ero andata a trovarlo dopo mesi che non ci vedevamo. Quando sono entrata mi ha abbracciata e mi ha chiesto come stavo, mi ha fatto accomodare su un morbidissimo divano in salotto e dopo avermi offerto qualcosa da bere mi ha chiesto se volevo fare il giro della casa. Mi ha mostrato il suo “ufficio”, la cucina, la camera per gli ospiti e il bagno. Mi ha fatto vedere il piano di sopra dove c’era un bagno, uno stanzino per le scarpe e infine la sua camera da letto. Mi sono chiesta se sia stata una pura casualità lasciare la SUA stanza per ultima. Sono entrata, c’era una scrivania, il piccolo balcone che affacciava sul cortile interno, libri sparsi sul pavimento, vestiti ammassati su una sedia e un paio di ciabatte ai piedi del grande letto matrimoniale. Vive da solo ma ha appositamente pensato ad un king size. “per qualche sua ragazza?” mi chiedo, ma ne sarei venuta a conoscenza se avesse incontrato qualche ragazza, anche perché ci sentivamo ciclicamente per raccontarci ogni cosa importante che ci accadeva. Mi ha chiesto cosa ne pensassi del suo appartamento e gli ho detto che mi piaceva molto. Ha iniziato a raccontarmi come l’aveva trovato, del suo trasferimento in città e dei suoi genitori. Durante il racconto si siede sul letto. Io resto in piedi, ma dopo qualche minuto sento le gambe stanche così, anche io, decido di accomodarmi accanto a lui. Ha continuato a raccontarmi degli ultimi mesi in venti minuti, intervallando il discorso, chiedendo di me, del mio lavoro, della mia vita in generale e poi, andando dritto al dunque, mi domanda se mi sto vedendo con qualcuno. Gli rispondo dicendo che il lavoro mi impegna troppo e non ho il tempo da dedicare all’amore. Lui risponde che c’è sempre tempo per l’amore e io non riesco a dire nulla. Restiamo senza proferir parola alcuna per alcuni secondi che a me sembrano infiniti. E’ lui a spezzare il silenzio, dicendomi che gli mancavo. Inizia a fissarmi e come sempre, nel guardare i suoi occhi verdi mi pietrifico. Mi sembra di scorgere una luce nei suoi occhi, così chiari. Una luce che mi fa sentire amata e desiderata. Forse è la luce dell’amore, ma ho sempre scacciato quella voce che mi diceva “lui ti desidera”. Forse non mi sentivo alla sua altezza. Eppure quel giorno, lui mi ha guardata negli occhi e mi ha detto: “è da mesi che mi sto preparando a dirti cosa provo, a dirti che non sei mai stata indifferente per me, non so se questo si può chiamare “amore” ma so che ti voglio!”. Io non riesco a dire neanche una parola, non emetto neanche una sillaba, lui mi prende il viso tra le sue mani e mi guarda con quegli occhi diventati improvvisamente dolci ma con una luce di passione dentro. Inizia a farmi i complimenti per i miei occhi azzurri, per la mia pelle, per i miei capelli. Me li accarezza ed io mi sciolgo in un brivido di piacere, ad un tratto mi bacia. Un bacio dolce, passionale, uno sfogo dopo mesi di astinenza. Lo bacio a mia volta perché, a differenza sua, so cosa provo per lui e l’ho sempre saputo. Lo amo, lo amo con tutta me stessa. Non è il troppo lavoro a non farmi trovare l’amore, è il mio desiderio per lui, il mio amore che preclude qualsiasi altro incontro, qualsiasi altra avventura, qualsiasi altro ragazzo dalla mia vita.
Ora lui è sopra di me e io mi ritrovo senza maglietta. Mi sussurra quanto mi desidera, quanto mi ha sempre desiderato, quanto aveva atteso quel momento, quanto avrebbe voluto farlo già molto tempo fa e dentro di me ho pensato che la lunga attesa ne era valsa la pena.
E in quel momento suona la sveglia e il mio bellissimo sogno diventa un ricordo lontano.

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“Un sogno passionale”

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Terzo giorno, di nuovo nei miei sogni.

Questa volta eravamo in una casa. La sua nuova casa. Ero andata a trovarlo dopo mesi che non ci vedevamo. Quando sono entrata mi ha abbracciata e mi ha chiesto come stavo, mi ha fatto accomodare su un morbidissimo divano in salotto e dopo avermi offerto qualcosa da bere mi ha chiesto se volevo fare il giro della casa. Mi ha mostrato il suo “ufficio”, la cucina, la camera per gli ospiti e il bagno. Mi ha fatto vedere il piano di sopra dove c’era un bagno, uno stanzino per le scarpe e infine la sua camera da letto. All’inizio mi sono chiesta se sia stata una pura casualità lasciare la sua stanza per ultima, ma poi ho lasciato perdere. Sono entrata, c’era una scrivania, il piccolo balcone che affacciava sul cortile interno, libri sparsi sul pavimento, vestiti ammassati su una sedia e un paio di ciabatte ai piedi del grande letto matrimoniale. Vive da solo ma ha appositamente pensato ad un king size. “per qualche sua ragazza?” mi chiedo, ma ne sarei venuta a conoscenza se avesse incontrato qualche ragazza, anche perché ci sentivamo ciclicamente per raccontarci ogni cosa importante che ci accadeva. Mi ha chiesto cosa ne pensassi del suo appartamento e gli ho detto che mi piaceva molto. Ha iniziato a raccontarmi come l’aveva trovato, del suo trasferimento in città e dei suoi genitori. Durante il racconto si siede sul letto. Io resto in piedi, ma dopo qualche minuto sento le gambe stanche così, anche io, decido di accomodarmi accanto a lui. Ha continuato a raccontarmi degli ultimi mesi in venti minuti, intervallando il discorso, chiedendo di me, del mio lavoro, della mia vita in generale e poi, andando dritto al dunque, mi domanda se mi sto vedendo con qualcuno. Gli rispondo dicendo che il lavoro mi impegna troppo e non ho il tempo da dedicare all’amore. Lui risponde che c’è sempre tempo per l’amore ed io non ribatto. Restiamo in silenzio per qualche secondo che a me sembrano infiniti. E’ lui a spezzare il silenzio, dicendomi che gli mancavo. Inizia a fissarmi e come sempre, nel guardare i suoi occhi verdi mi pietrifico. Mi sembra di scorgere una luce nei suoi occhi, così chiari. Una luce che mi fa sentire amata e desiderata. Forse è la luce dell’amore, ma ho sempre scacciato quella voce che mi diceva “lui ti desidera”. Forse non mi sentivo alla sua altezza. Eppure quel giorno, lui mi ha guardata negli occhi e mi ha detto: “è da mesi che mi sto preparando a dirti cosa provo, a dirti che non sei mai stata indifferente per me, non so se questo si può chiamare “amore” ma so che ti voglio!”. Io non riesco a dire neanche una parola, non emetto neanche una sillaba. Lui mi prende il viso tra le sue mani e mi guarda con quegli occhi diventati improvvisamente dolci ma con una luce di passione dentro. Inizia a farmi i complimenti per i miei occhi azzurri, per la mia pelle, per i miei capelli. Me li accarezza ed io mi sciolgo in un brivido di piacere, ad un tratto mi bacia. Un bacio dolce, passionale, uno sfogo dopo mesi di astinenza. Lo bacio a mia volta perché, a differenza sua, so cosa provo per lui e l’ho sempre saputo. Lo amo, lo amo con tutta me stessa. Non è il troppo lavoro a non farmi trovare l’amore, è il mio desiderio per lui, il mio amore che preclude qualsiasi altro incontro, qualsiasi altra avventura, qualsiasi altro ragazzo dalla mia vita.
Ora lui è sopra di me e io mi ritrovo senza maglietta. Mi sussurra quanto mi desidera, quanto mi ha sempre desiderato, quanto aveva atteso quel momento, quanto avrebbe voluto farlo già molto tempo fa e dentro di me ho pensato che la lunga attesa ne era valsa la pena.

In quel momento suona la sveglia e il mio bellissimo sogno diventa un ricordo lontano.

XXX B&N XXX

“Un sogno ad occhi aperti”

ef119040b5_7534555_medE’ successo di nuovo, l’ho sognato ad occhi aperti mentre lavoravo.

Oggi ho immaginato di essere in un ufficio con lui. Lavoravamo insieme e quella sera eravamo rimasti soli perchè stavamo finendo di mettere a posto gli ultimi documenti prima di chiudere. Mentre io stavo riordinando dei file, lui da dietro inizia a farmi il solletico. Io pianto un urlo e inizio a ridere, averlo dietro però è una bella sensazione. Cerco di girami così da potermelo trovare di fronte e ammirare il suo viso. Io continuo a ridere e lui non si ferma un attimo, cerco, inutilmente, di spingerlo via e intanto le mie mani toccano il suo fisico ben scolpito, riesco addirittura a sentire la sua “V” ben definita. Tra una risatina e l’altra lo imploro di smetterla, cercando di divincolarmi. Ad un certo punto smette, ma non toglie le sue mani dai miei fianchi. Rimaniamo in silenzio, a guardarci. Nell’aria si sentono solo i nostri respiri un pò affaticati dalle risate. Non sostenendo più il suo sguardo abbasso gli occhi e cerco di andarmene ma lui mi tiene salda e mi tira a sé. Mi guarda con quegli occhi verdi e io mi pietrifico. Improvvisamente mi bacia. E’ dolce, leggero, appassionato. In un attimo mi sciolgo e lo lascio fare mettendogli le mani dietro la testa, lui mi stringe di più a sé e quel bacio diventa interminabile. La dolcezza cresce, la passione aumenta finché non si stacca. Adesso i nostri respiri sono affannati dalla passione che ci ha travolto. Le nostre labbra si sono staccate ma non ci lasciamo, siamo ancora abbracciati quando lui, finalmente, sta per dire qualcosa, un cliente mi fa tornare con i piedi per terra, farfuglia qualcosa di un tavolino ed io mi ricompongo arrossendo per il sogno ad occhi aperti appena avuto sul mio posto di lavoro.

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Una breve descrizione

Eccoci qua, si inizia sempre con una descrizione di se stessi. 

Non elencherò ciò che sono o cosa mi caratterizza. Spiegherò in breve che questa è la mia prima volta a scrivere in un blog. Racconterò che non sono una persona con grandi vocaboli o sapiente di termini da giornalista. Ma dirò che mi piace scrivere, inventare, anche se di inventiva ne ho poca. Amo osservare, imparare, capire e niente mi rende più orgogliosa nel conoscere ogni cosa. Mi piace scoprire e imparare cose nuove. Non amo l’attesa, detesto non capire, odio non conoscere ciò che mi si chiede. Ma sono paziente, comprensiva, determinata. Inventerò e farò in modo che ciò che scrivo sia piacevole da leggere. 

XXX B&N XXX